Camaiorese DOC classe 1941

Mariano Domenici nasce nel 1941 a Capezzano Pianore, nella campagna stretta tra le spiagge della Versilia e le colline di Camaiore, in provincia di Lucca. In questa città, mentre viene avviato agli studi umanistici, frequenta i ritrovi degli artisti dove conosce i maggiori pittori lucchesi dell’epoca come Antonio Possenti e Alberto Spada Ricci. Di professione ebanista e intagliatore, per anni restaura mobili antichi, sempre coltivando le amicizie con vari pittori versiliesi. Nel 1986 espone le prime opere in una collettiva a Palazzo Paolina di Viareggio. Seguiranno numerose altre mostre. Nel 2002 la prima personale alla Villa Borbone di Capezzano, replicata di lì a poco alla Villa Borbone di Viareggio. Da segnalare tra le più recenti le personali del 2014: prima nella chiesa sconsacrata di S. Giulia a Lucca dal titolo “Il silenzio”, quindi a Serravezza al palazzo Mediceo con il titolo “L’anima delle cose”. E ancora a Forte dei Marmi, Montecatini e Berlino nell’estratte del 2019 e al Palazzo Ducale di Massa nell’inverno 2020. Mariano Domenici non è un pittore tradizionale. Non è neppure uno scultore, è “l’artista del legno”. Questa è la materia prima che ama manipolare. Le sue opere, sebbene realizzate in legno non sono sculture, ma superano comunque la bidimensionalità del dipinto grazie all’intarsio e alla sovrapposizione di architetture lignee che elevandosi sulla superficie, generano ombre e suggeriscono linee di fuga per lo sguardo. Inizialmente le sue opere sono statiche, come si conviene a ogni quadro o scultura che si rispetti ma col passare del tempo acquisiscono la capacità di movimento. Dalla semplice apertura per mostrare l’altra faccia della medaglia, fino al movimento che assume proprie finalità espressive per creare pathos nello spettatore. Molte opere di Mariano brillano di luce propria. Sono illuminate con decine di Led multicolore. E non è ancora finita: alcune dispongono anche di una propria colonna sonora per una full immersion multisensoriale. Un percorso evolutivo iniziato ben prima degli anni Ottanta che continua ancora oggi. Una ricerca finalizzata a determinare gli elementi capaci di suscitare la curiosità e l’attenzione dell’osservatore. Sostenuto dalla convinzione che il pubblico odierno che spesso appare disattento e svogliato, sia poco avvezzo alla contemplazione, ma assai attratto da tutto ciò che stimola forti emozioni.
Editoriale
Mai prima d’ora l’umanità ha avuto a disposizione mezzi di comunicazione tanto efficienti e capillari. Viviamo l’epoca dell’informazione immediata. Tutto ciò che accade viene registrato e diffuso sulla rete in tempo reale,. E molti di noi non si limitano al ruolo di semplici spettatori, partecipando attivamente come fornitori di materia prima condividendo scatti e video della loro quotidianità. Viviamo nella civiltà delle immagini, ma sottoposti come siamo a questa offerta continua e crescente prestiamo sempre meno attenzione a ciò che osserviamo per passare svogliatamente oltre.
Mariano Domenici propone opere innovative che associano il movimento ai suoni e le luci per catturare l'attenzione del pubblico, Dalla sua lunga ricerca nasce ora “Light Brush” (Pennello di Luce), una serie di opere multimediali in cui pennelli di luce multicolore illuminano superfici animate e scanalate per generare ombre e riflessi suggestivi, mentre suoni inauditi interagiscono per stimolare i sensi. Sono richiesti solo pochi minuti di attenzione per fantasticare e ricordare per sempre.